18 Aprile 2016: Maria Rico

Bentornati sul nostro spazio dedicato alle interviste rilasciate da genitori con bambini PDA o sospetti tali. Uno spazio di condivisione, informazione, consapevolezza sul PDA reso possibile dalla generosità di tutti i genotori che io e Rocío Manzanera stiamo incontrando durante in nostro comune viaggio intrapreso per instaurare e far crescere la consapevolezza sul PDA in Italiano e Spagnolo.

 

Questa settimana Maria Rico, che come molte delle nostra mamme ultimamente,ha scelto di non rispondere alle domande fisse ma di dare una testimonianza spontanea.

 

Maria viene dal Venezuela ma vive in Italia, e ci regala la sua testimonianza dopo aver conosciuto il lavoro di Rocío e il mio attraverso il gruppo FB e il sito in Spagnolo prima, e in italiano dopo.

È un membro molto attivo di entrambi i gruppi sul PDA e la ringraziamo molto per questo, e per questa testimonianza articolata, piena di eomzione, e molto molto interessante.

 

Questa intervista mi ha spezzato il cuore e mi ha fatto sorridere, mi ha fatto quasi piangere quando parla di come il bambino descrivesse esattamente l'essere diverso dagli altri e chiedesse aiuto, mi colpisce in modo particolare (ma quale fino ad ora non l'ha fatto?) perché racconta tanti tratti di Gabriel molto simili a Roberto, ma soprattuto perché , in un punto, spiega ESATTAMENTE da manuale, cosa succede ai bambini PDA quando li si si sgrida, e indirettamente vi dà la spiegazione ad una delle regole PDA che è: non si sgrida.

E il bello è che questo non è un testo scientifico, queste sono le impressioni e i pensieri di una mamma quando ancora non aveva mai sentito parlare di PDA.

Le vostre intuizioni sui vostri bambini sono preziose! Andate avanti, sempre, nella convinzione che nessuno li conosce meglio di voi, e che qualunque cosa il vostro istinto vi indichi come il meglio per loro, al 98% dei casi sarete nel giusto.  

 

Buona lettura e alla prossima settimana!

 

Maria Rico

 

Quando Gabriel è nato era un bambino tranquillo, e lo allattavo al seno. Tutto andò bene fino a che il mio latte non fu più sufficiente, e iniziai ad usare il latte in polvere per integrare la sua alimentazione, quando il mio non bastava.

Da quel momento, tutto cambiò!

Gabriel iniziò ad essere nervoso, vomitava sempre, introducemmo il semolino, la farina di orzo per cercare di integrare il latte in polvere. 

Gabriel non voleva mangiare, non aveva appetito.

 

In seguito all'introduzione del latte in polvere iniziarono per Gabriel i problemi respiratori, febbre, vomito.

Conclusione: eravamo costantemente in ospedale. Esami del sangue etc.

Tante volte i medici prescrissero antibiotici,

Gabriel era agitato, con una iperattività che non capivamo, quando gli si parlava era come se non ascoltasse, mia madre e mio padre mi dicevano che c'era qualcosa che non andava.

 

Prima di compiere un anno, i rumori disturbavano molto Gabriel. Quando suonava il campanello di casa, o il telefono, si spaventava moltissimo, e dopo si etraniava, non reagiva, guardava fisso davanti a se, e successivamente perdeva conoscenza. Non ho mai contato gli episodi, di fatto, quando i medici mi chiedono quante volte questo sia successo dico 5, 6, o 7, non li ho contati.

Facemmo risonanza magnetica ed elettroencefalogramma, e apparentemente tutto era normale.

A 2, 3 e 4 anni, ci accorgevamo che non ci guardave negli occhi quando gli parlavamo, non rispondeva se chiamato, sorrideva sempre e stava come in un mondo tutto suo. I miei genitori mi dicevano che qualcosa non andava perché vedevano che tardava a dire le prime parole, ad imparare a parlare. Lo portammo da un logopedista, e a seguito di questo migliorò.

 

Le cose più difficili erano la sua iperattività, la paura dei rumori forti, le difficoltà per mangiare. Dall'altra parte era super affezionato, intelligente e bravo con gli altri bambini. Divideva i suoi giochi con tutti, niente egoismo.

Mi ricordo che in molte occasioni un cugino mi disse che non gli piaceva Gabriel perchè era strano, mi disse: 

'tuo figlio non è normale, non mi piace e non sa giocare". 

Che tristezza sentire queste parole!

In un altra occasione un compagno di scuola, quando Gabriel aveva 4 anni, mi disse che Gabriel non era normale, che non era come gli altri!!

Gabriel cercava la compagnia degli adulti, cercava sostegno. Non sapeva comunicare con bambini della sua età, voleva giocare con loro ma non sapeva come. A volta il suo sguardo fisso e assente dava fastidio agli altri bambini.

 

A 5, 6, 7 e 8 anni, a scuola strappava i suoi quaderni, i quaderni dei compagni, e non capiva che non doveva farlo, allo stesso tempo non sapeva dire perché lo facesse. Passava per maleducato e noi per genitori che non sapevano educarlo!!! Agli occhi degli altri, avremmo dovuto punirlo!!!!

Io come madre sapevo che non fosse colpa sua e che lui non capiva queste cose.

 

Quando la maestra lo sgridava di fronte a me, io notavo che Gabriel vedeva l'espressione arrabbiata della maestra, ma la sua espressione era come persa, congelata, la guardava, ma a lui arrivava l'espressione facciale più di quello che la maestra stava dicendo, io vedevo tanta paura in quei momenti, credo che la paura lo bloccasse, e che la maestra non riuscisse a vedere quello che realmente stava succedendo.

Dopo questi episodi io chiedevo a Gabriel se sapesse perché la maestra fosse cosí arrabbiata e lui mi guardava sorpreso dicendo che no, non lo sapeva, ma che aveva visto la faccia arrabbiata e si ricordava che la mestra avesse alzato la voce. 

Il che significava che in presenza di persone che parlavano a voce troppo alta, come durante le sgridate, Gabriel si bloccava e basta, e non scaoltava la maestra che gridava, e credo che l'ansia giochi una parte molto importante in questa situazione.

 

Ricordo che tante volte, quando andavo a prendere Angel a scuola, si verificavano questi momenti difficili, momenti in cui Gabriel non ascoltava niente e nessuno; c'era un odore fortissimo di cloro, perché le signore che pulivano la scuola lo usavano, e l'odore era intollerabile per Gabriel. Questo è un altro dei fattori ambientali che condizionano Gabriel. Quindi per esempio io non posso mai usare il cloro in casa perché lui diventa immediatamente agitatissimo, niente cloro in casa! 

 

Gabriel non si concentrava, gli stimoli a scuola erano troppi, se riusciva a stare in classe due ore poi si rifiutava di collaborare. Non riusciva a concentrarsi.

In casa evitava sempre le richieste quotidiane. Da chiedergli di lavarsi i denti, a vestirsi o mangiare, era tutto difficilissimo, e ancora più difficile quando le persone in generale, includendo me, chiedevano in forma di comando ,in forma autoritaria, cosa che mai ha funzionato con Gabriel e mai funzionerà!

 

A volte penso che non si possano educare tutti i bambini in maniera tradizionale, senza prima capire come è fatto quel particolare bambino.

 

Gabriel a scuola aveva problemi a capire le regole del comportamento sociale, e voleva imporre le sue routine di giocare all'autobus, le conversazione dovevano essere intorno al soggetto degli autobus, e se i suoi compagni accettavano era super contento.

A scuola gli chiedevano di stare seduto, ed era troppo difficile per lui conentrarsi su altro, se doveva stare concentrato sullo stare seduto!

 

Gabriel mi chiedeva aiuto, a 5 anni, mi chiedeva piangendo "Mami aiutami ad essere normale, io non posso stare seduto come gli altri a scuola, non posso, e allora mi sgridano e ci riesco ancora di meno." 

Questo fatto che con me si confidasse e comunicasse così bene, e così tanto, era fantastico!

 

La campanella che suonava fra un'ora e l'altra a scuola era un rumore molto forte per Gabriel, ma nessuno lo capiva.

Con i rumori Gabriel perdeva il controllo, non poteva controllare le sue azioni, correva e correva, finiva stanco morto, con la faccia rossa e la tachicardia.

Era impulsivo senza un motivo apparente, cosa che mi preoccupava molto. Gli piaceva imitare i personaggi della televisione, era ironico e divertente. Faceva molte smorfie, cosa che lo faceva passare per super maleducato e senza rispetto.

 

 

Le maestre dicevano che era molto intelligente e che non si capiva la giustificazione del suo comportamento.

Quando l'ansia arrivava a livelli alti, Gabriel iniziava a pronunciale parole in modo ripetitivo, ripeteva la stessa domanda tante volte che disturbava le persone, poi distruggeva libri, banchi, quanderni, e perdeva il controllo di se stesso. Al momento peroò lo fa molto di meno, bisogna solo tenere l'ansia bassa.

 

Gabriel è sempre allegro, sempre sorridente, questa è ed è sempre stata una sua caratteristica, parte del suo carattere. 

A 5 anni, iniziò la mensa a scuola, a pranzare insieme ai suoi compagni, però questi pasti provocavano frequentemente diarrea, dolori alla pancia, e con il passare dei mesi iniziammo le prove per le intolleranze alimentari. Gli esami del sangue rivelarono intolleranza a uova, farine, banana, latticini, ma a lovello basso.

 

Come conseguenza la scuola eliminò dai suoi pasti il glutine e il latte, e il risultato fu meraviglioso! Niente più diarrea!

 

 

Gabriel era ossessionato con uno dei suoi compagni di scuola, voleva giocare solo con lui, però doveva essere sempre lui a decidere il gioco, non accettava che fosse il compagno a decidere.

Giocava con gli autobus, sempre autobus, sfilata degli autobus, non accettava  nessun altro gioco, e quando non poteva giocarci, si arrabbiava e lanciava oggetti, era disperato. 

 

 

Oggi Gabriel ha 12 anni e non é ossessivo con nessun compagno, ma comunica poco poco, però è affettuoso, abbraccia i compagni, cosa che ha imparato, molto positivo!

A 12 anni continuano i disturbi dell'attenzione, di concentrazione, l'iperattività è molto migliorata, la resitenza alle richieste quotidiane c'è sempre, ma adesso che conosco il PDA grazie a Rocío Manzanera Lidón posso gestire e aiutare Gabriel e porre le richieste in modo diverso, cosa che ha generato un cambiamento molto postitivo in Gabriel.

 

Tutta la mia famiglia sta collaborando, e uniti riusciamo a superare le difficoltà che si presentano giorno per giorno. Utlilizziamo le tecniche che pubblicano Rocío Manzanera e Francesca Manca.

L'insegnante di sotegno ha collaborato con noi, ha visto le informazioni che pubblicano Rocío e Francesca e le trova molto importanti e di grossa utilità.

 

Grazie a Rocío Manzanera e Francesca Manca, per aver condiviso e pubblicato il materiale PDA, la nostra qualità di vita è molto più soddisfacente da quando usiamo le tecniche per aiutare Gabriel, la sua ansia è di molto diminuita e questo è un gran progresso.

 

La diagnosi di Gabriel è: "disturbo misto del comportamento e della sfera emozionale. Livello intellettivo borderline."