14 Marzo 2016: A. 

Eccoci qui. Abbiamo saltato una settimana di interviste perché la sottoscritta, in altre faccende affaccendata, non ha fisicamente trovato il tempo di trascrivere la testimonianza programmata per la scorsa settimana. Perdono! Abbiamo tantissime altre interviste da pubblicare quindi cercheremo di essere più costanti possibile.

 

Questa settimana A., che ha scelto di non rispondere alle domande fisse ma di dare una testimonianza spontanea.

 

La testimonianza di A è la prova dello stress e delle difficoltà che i genitori PDA si trovano ad affrontare, quando spesso, essendo questi bambini molto frequentemente davvero intelligenti, e capaci di nascondere i sintomi PDA quando non si sentono in un luogo sicuro (per esempio a scuola, durante le attività sportive etc), il mondo esterno non rileva i disagi e le difficoltà dei bambini e delle famiglie e ci liquida con un 'la bambina è perfettamente normale, guarda che non ha niente'. Io stessa me lo sono sentito dire per anni! Per questo è importante conoscere le tecniche e tenere bassi i livelli di ansia almeno a casa, e aiutarci l'un l'altro con le strategie che funzionano.

E, per questo, ho creato questo blog e i gruppi facebook, perché più condividiamo e aumentiamo la conoscenza del PDA in Italia, più probabilità abbiamo che venga davvero riconosciuto e i medici inizino a diagnosticarlo.

Insieme, possiamo fare la differenza.

E aiutarci a vicenda, per smettere di pensare che impazziremo presto (quante volte l'avete pensato voi davanti a questi bambini? Io tantissime!) 

 

Grazie mille A., e a tutti voi che partecipate a questa iniziativa delle interviste di genitori!

Alla prossima settimana!

 

A.

Già a partire dalla prima infanzia mia figlia ha sempre fatto fatica a socializzare con le altre bambine, aspettando prima un avvicinamento, poi il fatto che il gioco venga gestito a suo piacimento, ora nella prima elementare si è inserita bene perché sia la scuola dell'infanzia che la primaria nella nuova città lavorano molto sull'inclusione sociale (alle materne dove abitavamo prima ci ha messo 3 anni prima di giocare con gli altri bambini e le maestre non facevano niente).

La bambina morde frequentemente oggetti non commestibili, a 5 anni si è introdotta diverse volte oggetti nel naso, a casa è iperattiva e aggressiva col fratellino affetto da autismo infantile, e con il suo cane.  

Ha spesso scoppi di rabbia e di lamentele, e non accetta regole da parte degli adulti (non dà mai retta), anche a scuola abbiamo avuto diversi momenti nei quali voleva apprendere le operazioni a modo suo  e i maestri si sono accorti che non vuole colorare, oltre che avere qualche problema di attenzione.

Non riesce a salutare (specialmente i coetanei) e ha problemi a rispondere anche alle persone che conosce.

Scappa dalle feste e dai compleanni e quando riusciamo ad entrare vuole stare tutto il tempo in braccio a me

In questo lasso di tempo ho cercato di giocare con lei e di darle attenzione mentre il fratellino fa terapia, di portarla in ludoteca (vuole giocare solo con me) e non è bastato.

Al momento come dicevo non ha problemi a scuola (a parte l'attenzione e che spesso vuole fare di testa sua e omettere la cosa di colorare, che lei reputa inutile, nei compiti di italiano e matematica):

Quando abbiamo iniziato il nuovo corso di nuoto è rimasta un ora in crisi senza parlare e con crisi di pianto e di rabbia ma mi dicono che è normale perché la bimba è chiusa.

L'ultimo compleanno di una vicina di casa dal quale è scappata già nelle scale, mi ha detto che ne ha già abbastanza della scuola e vuole stare da sola.

L'ultima pagella mi hanno ricordato la sua selettività con i bambini durante il gioco (gioca solo con una bimba).

Anche se facessi una diagnosi a mia figlia a causa della non conoscenza in Italia e della mancata presa in carico non servirebbe a niente, stanno prendendo me per matta perché nel rapporto con gli adulti è bravissima (peccato che non la vedono con i coetanei).

Mi hanno detto di lavorare sugli antecedenti per prevenire gli attacchi di meltdown ma non sempre mi è possibile.

Ho già provato a darle delle regole con le figure (una alla volta) ma non se le ricorda.

Sono da sola e devo gestire da sola questa situazione e nessuno mi crede, finirò in manicomio per questo!

E' una bimba con la media del nove in tutte le materie in seconda elementare.

Sto cercando come dicevo di lavorare sugli antecedenti per prevenire i momenti di crisi di proporle tutti i giorni una cosa nuova, ma per quanto riguarda l'aspetto sociale non ho nessun supporto (ho preso un cane ma non so quanto possa bastare) non vuole andare al parco, alle feste, ai compleanni, al grest insomma in nessun posto dove non sia tutto  già pianificato (con chi giocare,  cosa  fare ecc). La scuola infatti non la mette in difficoltà.