22 Febbraio 2016: M.

1. Presentazione:

 

Presentazione del bambino/ragazzo PDA (anni, comportamento, problemi sensoriali, diagnosi, etc):

Carlo  ha 21 anni.

Verso i 15 mesi ha cominciato a essere particolarmente irritabile. Era stato un bambino tranquillo con le normali tappe dello sviluppo e improvvisamente rifiutava il cibo, piangeva spessissimo e sembrava sempre spaventato!

Come linguaggio diceva alcune parole. Siamo andati avanti così per mesi.

Verso i 2 anni è andato al Nido  e sembrava un pò migliorato ma la sua irritabilità è peggiorata di nuovo con  la scuola materna. Il linguaggio intanto si era ampliato, era capace di fare richieste concrete tipo ho fame, ho sete, ma non per comunicare i suoi pensieri e le sue percezioni.

Alle richieste rispondeva con pianti  o cercando di nascondersi.

Alle elementari è riuscito  a imparare a leggere, scrivere, contare ma la vera difficoltà era spiegare il significato di quello che aveva letto, che è poi anche il problema attuale. I concetti da lui espressi spontaneamente sono ancora oggi bizzarri e poco legati al contesto!

Crescendo il gap con i coetanei si è sempre piu' accentuato e non è più riuscito a seguire i programmi scolastici dei compagni ma ha seguito un programma individualizzato (sempre però frequentando la scuola).

Un'altro problema è la mancanza di motivazione.

A volte saprebbe fare certe cose ma non riesce a capire il motivo per cui gli sono utili e cosi si rifiuta.

Non ho mai notato disturbi sensoriali particolari e ha sempre mangiato di tutto! (Se è buono!).

Ha autonomia personale.

Carlo  abita Milano e la diagnosi fatta a 11 anni e' stata di "disturbo generalizzato dello sviluppo non altrimenti specificato".

 

Paese di provenienza e di residenza:

Milano.

 

2. Quando, come e dove hai sentito per la prima volta del PDA (Pathological Demand Avoidance)?

Ho sentito parlare di PDA  circa 3 mesi fa tramite un post su FB  pubblicato da Francesca Manca

 

3. Avere più informazioni PDA aiuta/ha aiutato tuo figlio e la tua famiglia? Come?

Da quando ho iniziato a considerare le crisi e i rifiuti di Carlo come un problema d'ansia e quindi a fargli domande indirette , a dargli rassicurazioni e a rispettare i suoi tempi senza incalzarlo troppo la relazione con lui è migliorata e le crisi sono diminuite.

 

4. Al momento, il tuo bambino riceve qualche terapia specifica per il PDA? E/o, vengono usate delle tecniche specifiche a casa? Come siete venuti a conoscenza delle tecniche?

Non uso tecniche specifiche per PDA tranne quelle di cui ho detto prima anche perché non ne conosco altre.

 

5. Cosa consiglieresti alle famiglie che si confrontano ogni giorno con il PDA?

Consiglierei di parlarne con il NPI e i terapisti che seguono il bambino e di considerare come prioritario questo problema di ansia ( Carlo assume anche una terapia farmacologica che però non dà grandi risultati, ma sempre meglio che senza).

 

6. Cosa ti piacerebbe che succedesse in futuro riguardo al PDA (per esempio, che si potesse ottenere una diagnosi/ che ci fosse maggiore conoscenza, etc.) ?

In futuro, ovviamente, spero che si possano meglio studiare questi sottogruppi dello spettro autistico per poter fare interventi e terapie più mirate!

 

*Il nome Carlo è di fantasia