Scuola, burocrazia, e speranze infrante (Allarme post infinito e rabbioso)


Ecco, oggi abbiamo fatto il meeting con la scuola nominata nell'EHCP di Roberto.

Passo indietro. In Inghilterra, non esistono le maestre di sostegno. I bambini vanno o in scuole pubbliche, se sono 'normali o non problematici', o in scuole private che accettano chiunque paghi e solitamente forniscono assistenza uno-a-uno se i genitori pagano di piu', o in 'scuole special needs'. Queste scuole hanno vari formati e varie misure.

Quando un bambino ottiene una diagnosi che richiede assistenza per special needs, e se il bambino non sta bene nella scuola dove si trova, l'autorità locale ha l'obbligo di inizare un piano educativo chiamato EHCP. Su questo piano vengono raccolte tutte le informazioni sul bambino, la diagnosi, i rapporti fatti da tutte le scuole in cui il bambino sia mai stato, etc. Psicologi educazionali vengono mandati a casa del bambino per compilare un profilo, e poi l'autorità locale raccoglie il tutto, valuta, e nomina tre o quattro scuole che potrebbero essere giuste per il bambino. I genitori visitano le scuole, se ritengono che una vada bene la scelgono, ma se ritengono che nessuna vada bene, e che le AL debbano nominare scuole diverse, devono presentare una lista di motivi per cui nessuna scuola va bene. Da li' il processo ricomincia, altre scuole nominate, altre scuole da vedere, etc.

Roberto è istruito a casa da un anno, e prima di Gennaio 2015 ha cambiato due scuole, e da entrambe è stato mandato via. Quando una scuola manda via un bambino dovrebbe avvertire le autorità locali per metterle al corrente del fatto che il bambino è quindi 'allo stato brado' e senza una scuola da frequentare. Questo dovrebbe far scattare il processo di EHCP.

Per noi, per un motivo o per l'altro, non è successo, e sono stata io, a Maggio, ad informare le autorità e iniziare il processo. Non solo! Perchè la cosa progredisse ho dovuto chiamare l'ufficiale assegnatoci ogni giorno per un mese. Insomma l'ehcp va avanti in un modo o nell'altro, e arriva la bozza con delle proposte impensabili, delle scuole piene di bambini, con classi di 30 (Roberto ha grossi problemi sensoriali e una classe dii 30 bambini semi-autistici non è proprio possibile), bambini a basso funzionamento insieme a quelli ad alto funzionamento come Roberto.

Facciamo ricorso, pagando un avvocato, tramite cui L'EHCP va avanti, e vengono nominate due scuole. Una ci dice che non possiamo fare la visita a meno che non scegliamo loro per principio (!!!!), l'altra la andiamo a vedere. La scuola è carina, le classi sono piccole, ci sono buone strutture sportive, un muro da scalare, un campo, campi da rugby, da calcio, parcogiochi. Ping pong e biblioteca dentro.

MA lo staff non è formato per PDA, e solo nei 30 minuti della visita fanno almeno 10 errori con Roberto, facendo domande, provando a farlo entrare nelle classi, etc. Infatti lui finisce nascosto sotto le sedie.

Insomma lo staff non è il massimo, ma sembra disponibile, e la struttura ci piace, quindi proponiamo una transizione lunga, come suggerito dagli esperti PDA, con settimane in cui Roberto visiterà la scuola con la tutor, e si farà in modo che le visite diventino sempre più lunghe. Poi, quando sarà inserito a tempo pieno, dopo un paio di mesi, la tutor gradualmente ridurrà il tempo a scuola con Roberto fino a scomparire. Ovviamente nella nostra proposta, la tutor è pagata da noi, perchè il piano scolastico ci nega ogni aiuto finanziario, quindi fino a che non vedremo l'esito del ricorso ci dobbiamo arrangiare. Chiediamo amche che lo staff venga formato per il PDA, perchè ,nonostante abbiano già 2 bambini con questa patologia, non c'è nessuno che abbia effettivamente una formazione.

RIsposta: no a tutto.

Siccome però io mannaggia a me credo sempre nelle persone, dò continuamente seconde e terze possibilità, chiediamo un secondo appuntamento per parlare con la coordinatrice dei servizi special needs. Appuntamento che ha avuto luogo oggi alle 2:45, di cui quello che segue è un resoconto:

Premettiamo che:

- Questa è una scuola solo special needs, quindi lavorano SOLO con bambini autistici/disabili.

- E, hanno altri due bambini PDA.

- Noi abbiamo incontrato la responsabile per Special Educational Needs- cioè la massima esponente di questo genere di scuola dopo il preside.

Io mi sono presentata con delle domande scritte.

1) Nella bozza del piano scolastico di Roberto si dice nella sezione F: ‘è necessario per Roberto insegnamento da parte di persone qualificate e con il training necessario ad insegnare a bambini con bisogni speciali, difficoltà di interazione sociale nello specifico determinate dallo spettro autistico e PDA’ . Quale training ed esperienza ha il vostro staff? Se non sufficiente, potreste fare in modo che coloro che non sono formati attendessero un training prima che Roberto inizi? Quanti bambini che attualmente frequentano la scuola hanno PDA?

RISPOSTA: due bambini. No, nessuno è stato formato sul pda ma abbiamo letto i volantini dal sito. No, non c’è tempo per far fare il training a nessuno prima di Gennaio perché siamo in vacanza, magari potremmo considerarlo in futuro se si rendesse necessario

2) La diagnosi di Roberto dice che lui evita le richieste in modo particolare, e che in una scala da 1 a 10, il PDA influenza la sua vita 10. Ha sempre avuto molti problemi ad entrare a scuola, per esempio non voleva mai lasciarci alla porta, e le maestre dovevano fisicamente strapparcelo di dosso, trascinarlo dentro scuola, e assistere e 2 ore di meltdown con il bambino che urlava, calciava e picchiava per tutto il tempo.

Noi non vogliamo che questo succeda dinuovo percheé come genitori, e basandoci sul giudizio di 2 specialisti pda che hanno visto Roberto, temiamo che questo potrebbe essere il nostro ultimo tentativo possibile di farlo tornare a scuola.

Roberto è stato istruito a casa per gli ultimi 12 mesi, dalla stessa tutor (abbiamo cercato per molto tempo un secondo tutor, e provato molte persone che sono scappate o sono state mandate via perchè non idonee), senza andare a scuola ,senza indossare un uniforme- certi giorni senza vestirsi affatto, perchè i livelli di ansia erano cosi’ alti che dovevamo lasciaro in pigiama per poter ottenere altre cose dalla giornata.

Il giorno che siamo venuti a vedere la scuola, nonostante gli avessimo detto che la scuola fosse per Rocio, la tutor, non voleva nemmeno varcare la porta perché era ‘una scuola’.

Voi state proponendo che noi lo mandiamo solo, il primo giorno, vestito in uniforme, e che lui stia il giorno intero, dalle 8 alle 3, dal primo giorno. Due giorni la prima settimana, tre la seconda, etc. Come pensate di ottenere questo?

E, la sezione F del piano scolastico di Roberto dice ‘è necessario un inserimento graduale e pianificato in una scuola appropriata’. Noi siamo preoccupati che la vostra proposta non sia sufficientemente graduale

RISPOSTA: tutti i bambini entrano a scuola cosi’. Noi manderemo un taxi senza accompagnatore, in cui ci saranno altri bambini della sua età, e lui deve salire sul taxi e venire a scuola. E deve restare tutto il giorno.

Io chiedo ‘ma quindi nel taxi non c’e’ un adulto?’ ‘No’

Quindi loro propongono che io mandi mio figlio di sei anni, che non vuole andare a scuola, solo, in taxi, con bambini che non conosce, e un tassista, per un viaggio di 30 minuti.

Con fermate per prendere altri bambini.

Chiedo: cosa succede se Roberto da fuori di matto nel taxi? Se picchia gli altri bambini? Se scappa quando il taxi si ferma per far salire gli altri bambini? Silenzio.

Chiedo ‘ma non è illegale far andare bambini di sei anni da soli in taxi?’ Silenzio

Dopo un po’ dice ‘beh se proprio non funzionasse potete chiamare voi le autorità scolastiche e prendere accordi per qualcuno che escorti vostro figlio.

Chiedo ‘ammettiamo che Roberto abbia l’escort, salga sul taxi, arrivi a scuola e non voglia scendere. Cosa fate?’ ‘Cerchiamo di convincerlo e poi due persone lo prendono di peso e lo portano dentro immobilizzandolo se dà fuori di matto’

Chiedo ‘ ma dopo un inizio cosi’ come farete a farlgli passare una buona giornata?’ ‘Risposta: beh quando lui e’ qui lui e’ nostra responsabilità e facciamo quello che dobbiamo per far essere i bambini felici’

‘Quello che dobbiamo tipo? Mi faccia un esempio’ ‘Beh magari può usare l’ipad per calamarsi, l’altro bambino pda fa cosi’

3) L’uso del linguaggio è molto importante con i bambini pda, e in passato abbiamo avuto molti problemi perche’ a pranzo o durate l’ora di gioco le signore della mensa o i giardinieri si sono rivolti a Roberto gridandogli contro o dandogli ordini. Il vostro staff è tutto formato su come trattare con questi bambini?

RISPOSTA: non so ma credo di no

4) Cosa succederebbe se roberto avesse un meltdown nella macchina per la scuola? Se non volesse uscire dalla macchina? Se non volesse entrare a scuola? Se avesse un meltdown a scuola? Queste situazioni si sono verificate molte volte, come le gestireste? Che strategie usereste?

RISPOSTA: beh per il meltdown nella macchina non possiamo fare niente perché lui sarebbe solo con il tassista e dobbiamo sperare che non picchi gli altri bambini. Per il resto, vi rispondo via mail.

5) Lezione, non è fisicamente possibile per roberto stare seduto e prestare attenzione nello stesso tempo. A causa dei suoi problemi sensoriali, se usa tutta la sua energia per eseguire ‘stai seduto’ , non riesce a prestare attenzione. Gli consentireste di usare uno sgabello che dondola, di camminare su e giu’? Il piano scolastico richiede questo.

RISPOSTA: eh molti bambini non possono stare seduti quando arrivano qui ma poi si abituano piano piano

Io dico ‘si ma questo non riponde alla mia domanda’. Silenzio. Poi, ‘vi rispondo via mail’

6) Roberto ha molti problemi sensoriali, specialmente con rumori, luci, gusto e odorato. Come affrontereste questo? Potrebbe saltare l’assemblea settimanale della scuola se si rivelasse troppo per lui? Puo’ usare gli ear defenders? Verreste incontro alla sua dieta?

RISPOSTA ‘Vi faccio sapere via mail.’

7) Saremmo informati di eventuali meltdown/problemi a scuola, giornalmente? Ci sarebbe una comuncazione casa-scuola giornaliera, almeno per il primo periodo?

RISPOSTA: ‘mah, dipende, vi scrivo una mail’

8) N.B. questa domanda e’ stata suggerita dall’avvocato perché dice che se faccciamo mettere questa cosa nel piano scolastico la scuola è obbligata a dire di si, e che comunque le scuole special needs lo fanno di solito in casi come quello di Roberto-

Considerereste mandare una maestra a casa nelle due settimane precedenti al primo giorno di Roberto, cosicche’ lei potesse lavorare con Rocio e inniziare a conoscere Roberto, e Roberto lei, e non si sentirebbe solo il primo giorno di scuola? Sarebbe ideale se questa maestra potesse essere nel trasporto per-da scuola.

RISPOSTA: eh ma così dobbiamo usare troppo tempo dell’insegnante, e poi comunque lei non sarebbe nel taxi

9) Riconsiderereste l’inserimento fatto dalla nostra Tutor Rocio? Se no, considerereste un periodo di inserimento piu’ lungo, basato sui bisogni di Roberto?

RISPOSTA – Esce, sta via 5 minuti- Torna dentro e dice ‘no no, non possiamo far entrare la tutor’ Chiedo ‘Perché?’ ‘Eh non ho chiesto, magari vi mando una mail’

Poi abbiamo ridiscusso il tutto. Io ho chiesto più volte di darmi un piano concreto, di darmi una liste di cose che faranno per aiutare Roberto ad entrare a scuola ed inserirsi, e l’unica risposta che ho avuto è stata ‘eh ma molti bambini avevano problemi e adesso non ce li hanno piu’’.

Le ho chiesto se potesse almeno mandarmi un piano dettagliato via mail e ha detto di si. Poi ha fatto una tirata su come loro facciano sempre qualunque cosa serva per aiutare il bambino. Al che io ho detto ‘Mah in realtà non mi sembra. Chiediamo un piano di transizione adeguato a Roberto, qualche ora la prima settimana, e poi a crescere fino al tempo pieno, e dite di no. Allora proponiamo che, se gli volete far fare il tempo pieno, la tutor, interamente finanziata da noi, venga con lui, e dite di no. Vi portiamo prove del fatto che abbia sempre avuto problemi ad entrare a scuola, e voi rispondete proponendo che salga in un taxi, solo, con altri bambini, per 30 minuti , dal giorno 1. Devo continuare?’

RISPOSTA ‘Beh allora vi mando una mail. E’ stato un piacere incontrarvi!’

Adesso, noi questa mail, che arriverà la prossima settimana, la aspetteremo.

Ma se le condizioni sono queste, io non credo proprio che si possa fare.

Innanzitutto non ho nessuna intenzione di mandare mio figlio solo, con un tassista e quattro bambini, per un viaggio di 30 minuti, il 6 gennaio (perché tra l’altro è stata anche inflessibile sul fatto che, se si comincia, si debba cominciare quel giorno).

Rocio, la tutor, è in vacanza da oggi fino al 29 Dicembre, quindi non avremmo abbastanza tempo per preparare Roberto nemmeno se volessimo.

Secondo, o questi sono il mago di Oz o io dubito molto che riescano anche solo a farlgli varcare la soglia senza trascinarlo, lasciamo perdere il fatto che debba stare li’ tutto il giorno, senza conoscere nessuno, con gente che lo trapana di domande come hanno fatto il giorno che siamo andati a visitare la scuola.

Questa è una scuola di bambini con bisogni speciali, come fanno ad essere cosi’ quadrati?

E dopo il meeting, arriva via mail un'altra novità. La settimana scorsa, senza dircelo, il preside della scuola con cui abbiamo fatto il meeting oggi ha chiamato l'ufficiale del rapporto dicendo che avevamo accettato il posto.

Quindi adesso l'ufficiale ha finalizzato il rapporto e la scuola è decisa, perché lui pensava che avessimo scelto.

Nel rapporto si stabilisce anche che non avremo alcun aiuto economico per coprire la tutor, e Roberto sarà a scuola il 6 Gennaio...

Adesso per contestare questo piano, stabilito senza il nostro benestare e a causa dell'errore di qualcun altro, dovremo fare ricorso in tribunale. Non solo! Ma ho chiamato l'avvocato per parlarne ed è appena andata in vacanza fino al 4 gennaio. TOMBOLA!!!!

Come fanno gli altri genitori secondo voi? Come fate voi? E cosa devo fare io?

Sono molto arrabbiata, molto delusa, e molto confusa, confesso che speravo che funzionasse e potessimo rimandare Roberto a scuola presto.

Il mio istinto mi dice di combattere fino a che non raggiungerò il meglio per Roberto, ma mi dice anche che devo reinserirlo a scuola in fretta per evitare che perda gli skills sociali.

C'è qualcuno la fuori che si senta di darmi un consiglio?

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