Avventure acquatiche (ovvero: lavarsi)

I bambini PDA non si lavano. Non volontariamente. Non ce la fanno, è un problema grande. E il problema diventa ancora più grande durante la crescita.

Come ha detto uno dei genitori-relatori all conferenza PDA UK 2015, 'Puoi portare l'acqua ad un ragazzo PDA, ma non un ragazzo PDA all'acqua'.

Ovviamente, questo è un problema. I nostri ragazzi 'sembrano' già diversi sotto molti aspetti, per esempio mio figlio, 6 anni, si veste come vuole (ogni tanto usando pezzi di pigiama), esce con le crocs e senza giacca a Dicembre, al momento non riesce a tagliarsi i capelli più di una volta ogni 6 mesi. Gira spesso con il mantello fatto da lui di Super Roberto e con gli ear defenders... ecco diciamo che vorrei almeno che non fosse additato perchè non odora esattamente di violetta.

Eppure, da quando aveva un anno, il bagno è sempre stato un problema. Urlava come se lo stessimo uccidendo, un giorno a Milano è salita la vicina per controllare se andasse tutto bene. La doccia poi, non si poteva nemmeno guardare, quando ci siamo trovati in posti senza vasca mio figlio diventava l'incarnazione del panico. Ma panico vero.

E questo da un bambino che in piscina e al mare sembra un pesce (a meno che OVVIAMENTE non gli venga chiesto di entrare in acqua, tuffarsi, nuotare, nel qual caso ovviamente non c'è speranza).

Prima di sapere del PDA, abbiamo provato sgridate, minacce, 'guarda tuo cugino che bravo come si fa il bagno', promesse di ricompense.

Niente, ogni tentativo faceva solo peggio. Crescendo, Roberto è diventato più forte e più veloce, e la sua abilità di fuga dal bagno si è affinata tanto da diventare pericolosa per lui (provate voi a tenere fermo, con le mani bagnate, un bambino di 4 anni che urla e strepita cercando di scappare dal bagno pieno, mentre lui è tutto insaponato e voi, in ginocchio, ciechi per il sapone e l'acqua che avete negli occhi, non pensate ad altro che al fatto che adesso scivolerà rompendosi la testa sul bordo della vasca), e uno stress infinito per noi. Ci volevano minimo due persone per fargli il bagno, più una terza se possibile fuori dalla stanza in caso di fuga.

Ci voleva quasi un'ora, poi, per calmarlo.

Così, per mantenere la sanità mentale di tutti, i bagni si sono fatti più sporadici, e quando reso possibile dall'ansia lo lavavo (e lo lavo tutt'ora) a pezzi un paio di volte al giorno.

Dalla diagnosi di PDA, abbiamo esteso l'uso delle tecniche anche al bagno. Lasciamo che sia lui ad essere in controllo.

All'inizio, leggevamo o raccontavamo storie di bambini che fanno il bagno felicemente senza MAI chiedergli o suggerirgli che avrebbe potuto fare lo stesso, fino a che, un giorno, non l'ha suggerito lui.

Entra nel bagno solo con le sue regole: totalmente vestito, in costume, con le pinne e il boccaglio. Sceglie lui l'altezza e la temperatura dell'acqua (che per me è sempre fredda, ma contento lui...).

Porta nel bagno tutti i giochi e gli oggetti che vuole (ovviamente water-safe).

Sta in acqua quanto vuole. Schizza (e poi asciughiamo insieme), gioca, ride, va sott'acqua.

Il sapone si usa solo se lo decide lui, i capelli si lavano dopo molte 'negoziazioni indirette', solo se è lui a prendere l'iniziativa. Anzichè saponi normali, usiamo bath bombs, schiume colorate, perle da bagno per bambini colorate, bath jelly.

Abbiamo un rituale per uscire dal bagno che ha deciso lui, e include un certo asciugamano, una certa successione di azioni, etc.

Le routine di bagno che lui ha inconsciamente deciso sono diverse se sono io o è il papà a supervisionare, e ogni tanto vengono cambiate in corsa (per non farci sedere troppo sugli allori in caso pensassimo di aver trovato una soluzione 'definitiva' hehehe).

Ci siamo resi conto che il bagno per lui funziona molto di più PRIMA di cena, anzichè dopo, come fanno tutti i bambini inglesi, quindi lo facciamo verso le 6. Ormai siamo capaci di 'chiedere senza chiedere', quindi, quando decidiamo che sia tempo di fare il bagno, suggeriamo velatamente per tutto il giorno prima attraverso letture, immagini, e attività, senza mai ovviamente menzioniare che sia lui a dover fare il bagno.

Abbiamo settato, e riusciamo quasi sempre a rispettare, un limite minimo di un bagno la settimana - che per molti (inclusa ME!) potrà sembrare non abbastanza, ma concorderete che essere passati in 6 mesi da un bagno ogni 9-10 settimane ad uno alla settimana è un successone!

E, certe settimane, stabiliamo un record PDA credo MONDIALE di ben tre bagni in 6 giorni.

È, lo ammetto, difficilissimo.

Io sono cresciuta pensando che lavarsi non dovesse essere divertente, ma semplicemente 'si dovesse fare', ho comunque ancora un problema, certi giorni, a lasciar decidere, sempre, tutto, a lui, non impazzisco esattamente di gioia all'idea di dover asciugare 30 litri d'acqua dal pavimento del bagno; certe sere sono stanca, non ho la pazienza, sbaglio la preparazione, la routine, gli chiedo di uscire scatenando una reazione che, a seconda del giorno, sfocia in pre-meltdown.

Ma mio figlio si lava! E come insegna il Dott Greene, bisogna scegliere le proprie battaglie!

Qui sotto un'infografica, che spero possa essere utile, che spiega i motivi principali del 'panico da bagno', e alcune cose che funzionano per noi e altri bambini PDA che conosco.

I vostri bambini hanno problemi a lavarsi? Come li risolvete?

Aspetto i vostri commenti!

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