Capriccio o meltdown?

Ammettiamolo, dopo che si riceve una diagnosi di PDA, e dopo aver sopportato per mesi/anni le accuse di tutti quelli che ti dicevano 'È colpa vostra, seite dei genitori troppo permissivi!' 'Ci vuole più disciplina' 'Gli date troppe scelte' 'Lo dovete punire!', etc. etc. etc., è facile nascondersi dietro il concetto di metldown per un pò.

Perché siamo stanchi, noi genitori, e finalmente qualcuno ci ha dato una scusa togliendo la responsbilità dalle nostre spalle.

Perché ogni tanto abbiamo bisogno di pensare che non era colpa nostra e che il meltdown ci sarà qualunque cosa facciamo.

Ma in realtà, uno, non è sempre così, due, i bambini PDA, come tutti i bambini con una disabilità, sono, anche e prima di tutto, bambini.

E i bambini fanno i capricci. Tutti i bambini. Nessuno escluso.

La differenza con il PDA è che innanzitutto questi bambini sono abilissimi a 'ricreare' comportamenti visti in giro e riconosciuti come effettivi nell'ottenere quello che vogliono in quel momento, e secondo, e importantissimo da capire e lasciar affondare come concetto dentro le nostre testoline di genitori 'classici', molte, se non tutte, le tecniche 'educative normali', che includono minacce, punizioni, promesse di ricompense, etc ... non funzionano.

Non solo non funzionano, ma fanno un danno ancora maggiore. Ma ci sono modi per fare 'finire il capriccio' anche con i bambini PDA! Basta adattare il vostro metodo educativo preferito alle regole del PDA (hahahaha scritto così sembra facilissimo, invece certi giorni è un incubo), ricordandovi che:

- Bisogna seguire le proprie linee guida genitoriali adattandole al PDA (dettagli nell'infografica qui sotto) - Le regole imposte dall'esterno funzionano meglio di quelle imposte da voi (La regina dice/ la legge stabilisce... etc). - Punizioni o minacce non funzionano! - Dare due scelte può funzionare a seconda del bambino. - La negoziazione funziona molto bene - dettagli nell'infografica. - IGNORARE non funziona mai, DISTRARRE sempre. - Le misure disciplinari 'convenzionali' non funzionano MAI e sono molto controproducenti - dettagli nell'infografica- - Un capriccio mal gestito PUÒ sfociare in un meltdown!

E voi sarete lì a pensare che io, che snocciolo tutta questa conoscenza dalle mie recenti ricerche e letture, e dai corsi che ho frequentato quest'anno, sia una mamma PDA modello...

Ovviamente, assolutamente no.

Certi giorni, sono proprio io la causa che trasforma i capricci di mio figlio in meltdown. Certi giorni, come oggi, mi salvo per la punta di un capello.

Certi giorni è un pre-meltdown e io lo classifico come capriccio, certi giorni il contrario e la dò vinta per una cosa che invece avrei potuto eliminare/gestire.

Certi giorni per non far passare un capriccio 'impunito' precludo a me stessa la possibilità di uscire.

Oggi, per esempio. È il 28 Dicembre pomeriggio, non usciamo dal 24. Il nanetto è stato male due notti fa, influenza intestinale, ma bene il resto del tempo, e io sono riuscita a prendere un'ora d'aria -letteralmente una- solo oggi grazie alla tutor che è venuta stamattina nonostante in UK fosse vacanza.

Il papà di Roberto è via, perché siamo nel mezzo della definizione del divorzio, e, sebbene siamo in rapporti molto civili e vivamo ancora insieme, durante periodi di vacanza come questo cerchiamo ovviamente di stare alla larga l'uno dall'altra il più possibile per lasciarci respirare a vicenda.

Sono stanca, nervosa, voglio uscire.

Ricevo un messaggio che mi dice che sono arrivate delle luci sensoriali che abbiamo ordinato giorni fa. Dobbiamo andare a ritirarle entro oggi. Propongo di andare a ritirare queste luci awesome che Daddy ha ordinato per lui. Niente. Roberto è stato brontolone tutto il giorno, e probabilmente, anche se da fuori sembra che stia bene e sta effettivamente mangiando, sta ancora combattendo con i postumi del virus intestinale. E poi dice, le luci non gli interessano anche se sono per lui, posso andare a prenderle io un giorno che lui sta con Daddy.

ALERT! - CIÒ CHE SEGUE È UN ESEMPIO DI CONDOTTA GENITORIALE SECONDO ME TOTALMENTE SBAGLIATA (USARE UNA PASSIONE PER CONVINCERE VOSTRO FIGLIO A FARE QUALCOSA CHE VOLETE FARE VOI), E CHE VI SCONSIGLIO VIVAMENTE DI ATTUARE SE NON IN SITUAZIONI DISPERATE, PERCHÉ CAUSA DIPENDENZA A VOI E AL BAMBINO, E SERIO DANNO AL VOSTRO PORTAFOGLIO IN CASO LA PASSIONE DI VOSTRO FIGLIO SIA LA STESSA DEL MIO: COMPRARE GIOCATTOLI.- Io detesto usare questa cosa per covincere mio figlio ad uscire ma dopo oltre 80 ore a casa, senza uscire e senza vedere nessuno, perdo qualunque barlume di sanità mentale e mi piego a qualunque sporco trucco pur di vedere un altro essere umano.

Allora dico: 'stavo pensando che il negozio delle luci è vicino a quel negozio che vende l'uccellino giocattolo che vola davvero. Possiamo andare alle luci prima e al negozio di giochi poi'.

Rifiuta, niente luci, solo uccellino. Negoziamo. Risultato: Uccellino, Luci, Pizza Hut.

Basta che usciamo!

Andiamo in camera sua a vestirsi, si distrae con il lego wrestling. Io cerco di vestirlo mentre gioca perchè è ancora in pigiama e lui si rifiuta, dice che uscirà solo vestito così,cosa a cui so di dover dire di si, ma oggi non ci riesco. Il pigiama ha i pantaloni tutti bucati, e al contrario di molti altri pigiami che Roberto possiede, comprati proprio perchè sembrano tute, questo è proprio un pigiama, senza ombra di dubbio.

Mi lancio in una filippica di come 'le persone senza casa escono con i pantaloni bucati' di cui lui forse sente due parole, e me ne vado dalla stanza.

Sono arrabbiata, perchè adesso è chiaro che non usciremo, e perchè in 5 minuti ho fatto e detto 75 cose sbagliate, alla faccia dei training, dei libri, della blogger che voglio essere.

Dopo tre minuti Roberto entra in camera, mi abbraccia, e mi dice: Mamma I love you.

Mi sento un mostro. È più bravo a risolvere i conflitti lui a 6 anni di me a 38.

Andiamo in camera sua e iniziamo a giocare, facciamo un dance party con le sue luci sensoriali stroboscopiche e le top 10 spongebob songs su youtube dal mio laptop.

Poi mi distraggo un attimo e youtube fa partire spongebob vero, il cartone.

Mi avvicino e lo spengo, e parte il dramma, lui dice che vuole vedere spongebob, non capisce perché le canzoni andassero bene e il cartone no etc.

E adesso io vi chiedo: usando le informazioni nell'infografica qui sotto e in questa altra infografica (click click), a che punto è mio figlio adesso?

1. l'ho instigato ad uscire e l'ho fatto negoziare per ottenere quello che voleva

2. partivamo da una situazione non ideale dopo lo stress del Natale e un giorno di influenza intestinale

3. gli ho fatto la filippica dei pantaloni bucati

4. lui ha fatto lo sforzo di recuperare venendomi a cercare, ci stavamo divertendo, e io interrompo tutto spegnendo spongebob che il Dio Youtube gli aveva fortuitamente mandato senza che fosse lui a doverlo mettere su.

EBBENE SI. Mio figlio a questo punto è in pre-meltdown. Stringe i pugni, stringe i denti, cerca di controllarsi.

E io? VIA! Un'altra filippica su come non sia il momento di guardare spongebob, che se vogliamo ballare bene, sennò il computer si spegne.

Lui mi risponde male, io dico 'E allora me ne vado, non rimarrò nella stanza se ti comporti male!'

E poi, qualunque cosa si fosse impossessata di me facendomi diventare la mamma vittoriana che ho sempre creduto sarei stata, mi lascia, e lo vedo.

Mio figlio è spaventato. Arrabbiato. Quasi fuori controllo. E urla 'Sei tu che mi fai arrabbiare quando fai tutte queste cose sbagliate!'

Dico: 'Hai ragione. Mi chiedo cosa posso fare per mettere a posto questa situazione'

Lui respira, respira, respira. Dice 'Forse un pò di tempo con l'ipad in un posto dove tu non puoi vedermi'.

Ed eccoci qui. Abbiamo cotruito una 'casetta' in salone con i cuscini del divano, lui è lì dentro, con l'ipad settato a 40 minuti (si programma attraverso un'app e alla fine del tempo si spegne e non si riaccende più per 20 minuti), e io qui fuori, a chiedermi come si possa essere così totalmente deficienti da comportarsi come ho fatto oggi.

A non vedere i segni del capriccio del 'non andiamo a prendere le luci ma solo il gioco' che si trasformavano piano piano in un 'mi stai facendo troppe richieste e sto andando in confusione'.

A promettermi che la prossima volta farò meglio.

Vi ho fatto un infografica per distinguere i capricci dai meltdown (IO che li riconosco così bene hehehe), è un traduzione con ampliamento da un'infografica prodotta dalla tutor di mio figlio Rocìo Manzanera sul suo sito autismopda.com (in Spagnolo).

Fatemi sapere cosa ne pensate e se avete altri consigli/identificatori da aggiungere!

Abbracci a tutti, e, se passate di qua, sentitevi liberi di salire a darne voi uno a me, che stasera ne ho bisogno!

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