Bilanci Primaverili (scuola, novità, routines infrante, meltdowns e riprese a tempo record)

È primavera, evviva!

Qui a Liverpool questa è la stagione che io amo di più, forse perché è l'unica stagione che somiglia alle stagioni che io conosco.

C'è il sole, quasi sempre, e per quanto sia vero che io amo questa città incondizionatamente, Liverpool con il sole è una vista di cui non mi nutro mai abbastanza.

Non ho scritto per un pò, per tanti motivi!

Primo, sono alle prese con un super progetto SEGRETISSIMO per portare prestissimo una conoscenza di massa del PDA in Italia... Restate sintonizzati!

Secondo, le carte e le procedure per diagnosi PDA, ricorso per la scuola, divorzio, nuova casa, etc. etc. sono così lunghe, tediose, e a volte difficili, da rubare moltissimo del mio tempo libero.

Terzo, ogni tanto, ma ogni tanto solamente eh, anche io lavoro!

E quindi insomma, non ci sentiamo da un pò. Ma rieccomi qui!

Super novità del momento è che, finalmente, abbiamo trovato una scuola che conosce il PDA molto bene e sa come trattarlo, hanno una parte dell'edificio scolastico in cui stanno bambini in transizione da home schooling, ci permetteranno di fare la transizione con le nostre tutor, etc. Insomma adesso dobbiamo solo vincere il processo contro l'autorità locale ed è fatta!

Incrociate le dita per noi ;)

Tante cose sono successe dal mio ultimo blog, ma tre in particolare che mi portano, stasera, a fare un bilancio e un pò di considerazioni:

EVENTO No.1

Roberto è andato in Scozia dai nonni paterni per pasqua. Durante quel weekend, io ho incontrato una mia amica che ha due bambini, uno di quasi un anno e una di tre/quasi quattro. Sono venuti qui a casa per un pò e poi siamo andati fuori a pranzo perché il mio frigo era così vuoto che nell'aprirlo ho scoperto dentro dei nanetti che cantavano lo yodel, tanto faceva eco.

Durante le tre ore che siamo stati insieme, ho guardato questa bambina andare attraverso tutto ciò:

A) È arrivata per giocare con i giochi di Roberto, ma dopo pochissimo siamo stati interrotti e siamo dovuti uscire.

B) Abbiamo dovuto camminare un pò per arrivare al ristorante e alla fine lei era visibilmente stanca.

C) Nel primo ristorante in cui siamo stati, lei ha scelto dal menu le cose che avrebbe voluto mangiare, poi io sono andata ad ordinare e mi hanno detto che ci sarebbero stati 40 minuti di attesa, quindi ci siamo dovuti alzare, siamo dovuti andare in una altro ristorante, ordinare una cosa diversa da quella che aveva scelto nel primo, e aspettare buoni 20 minuti per mangiare.

D) Tornando a casa, siamo passati per un parco, lei ha visto il parcogiochi, ha chiesto di andarci, e le è stato detto di no.

E) Durante tutto il tragitto verso casa, le è stato promesso che appena arrivati avrebbe potuto giocare con i giochi di Roberto, ma una volta arrivati a casa la mamma ha notato che, se si fossero fermati a giocare, lei sarebbe arrivata al lavoro in ritardo, quindi non siamo saliti a casa, siamo entrati in macchina, e li ho riportati a casa loro, dove lei mi ha chiesto di rimanere, ma io sono rimasta solo il tempo di un caffè e poi sono dovuta andar via.

F) Andando via, le ho promesso che ci saremmo riviste il lunedì, cosa che poi però non è successa per vari motivi.

Se state leggendo e siete i genitori di un bambino PDA, o con special needs che involvono la refrattarietà al cambiamento e alla interruzione di routine, so che non devo spiegarvi altro.

Forse, invece, se il vostro bambino è, come la figlia della mia amica, un bambino 'normale', un bambino 'bravo', vi state chiedendo perché io abbia notato e stia descrivendo tutte queste cose.

Le noto, e le scrivo, perché, con Roberto, anche se fossimo sopravvissuti senza meltdown ad A, dubito che saremmo arrivati a C senza esplodere.

Tutti questi piccoli, cambiamenti, queste cose che un genitore normale si aspetta vengano assorbiti come semplici intoppi dal proprio figlio, per un individuo PDA sono ognuno una montagna da scalare, e per i genitori e gli educatori intorno a loro gli eventi sono da programmare, non cambiare, e se proprio forze di cause maggiore intervengono per cambiare la routine o i programmi, misure riparatorie ingenti devono essere messe a punto in un nanosecondo per limitare il danno: il modo do presentare l'intoppo, il linguaggio, la soluzione alternativa. E quando anche l'adulto sia tanto fortunato e/o bravo da performare le azioni di tamponamento al 100%, non è detto comunque che il meltdown sarà evitato.

Mi ha fatto molto pensare, questo episodio, a quanto io effettivamente ormai sia così avviluppata dalla routine, la pianificazione, la predizione di tutto quello che potrà succedere e le possibili soluzioni da offrire, da dimenticarmi come sia, pensare che tuo figlio possa adattarsi qualunque cosa succeda. Anzi non pensarlo, non farci nemmeno caso, saperlo e basta, e probabilmente darlo per scontato.

EVENTO No.2

La scorsa settimana è stato il compleanno di Roberto. La festa è andata bene, e nonostante l'ansia che ha accompagnato la notte prima e tutto il giorno del compleanno, i bambini si sono divertiti e Roberto è riuscito a giocare bene per quasi tutto il tempo. Ha anche sopportato benissimo il fatto che io, su tre maschi e una femmina invitati, abbia confuso la Georgia che voleva lui con un'altra (che è venuta alla festa), e che la 'vera' Georgia, anche se avvisata, non sia potuta venire.

Durante la festa, più volte, ho visto gli amici di Roberto, che hanno solo 7 anni, rendersi conto di quando le regole del gioco o le richieste fossero troppo per lui, e li ho visti silenziosamente accordarsi per cambiare le regole per lui.

Questo mi insegna due cose:

1) Che se possono farlo dei bambini di 7 anni che non sanno niente di PDA, allora qualunque genitore e qualunque professionista, con in mano le regole e le tecniche, DEVE riuscirci.

2) Che, dopotutto, il lavoro che noi abbiamo fatto negli ultimi 20 mesi, cercando di costruire su Roberto un 'paraurti' che gli permetta di affrontare situazioni per lui super stressanti, sta funzionando.

EVENTO No.3

Questa settimana è stata un inferno. Una tutor malata i primi due giorni, l'altra per 4 (Martedì-Venerdì). La routine un disastro, ogni giorno, scoprendo che, di nuovo, una o entrambe le tutor non ci sarebbero state, Roberto è stato molto scosso.

Ogni giorno un nuovo adattamento, ogni giorno una giornata diversa da coma lui le conosce.

In questa settimana però, nonostante tutte queste interruzioni, Roberto ha:

- Iniziato Equitazione - grosso successo

- Iniziato ad andare in palestra con un personal trainer che sa della sua condizione - super successo, vista la passione di mio figlio per il wrestling

- Sopportato quasi tutti i cambiamenti essendo arrabbiato o triste, ma mai andando in meltdown

- Iniziato ad andare a scalare con una delle tutor - grosso successo che, si è deciso, si ripeterà settimanalmente

E poi, Venerdì pomeriggio, in taxi mentre tornava a casa con la tutor, il meltdown peggiore dell'ultimo anno. Fatto scattare da cosa? Da niente, pare. Aveva appena avuto una giornata bellissima con Rocío.

Ma guardiamo indietro per un attimo:

2 settimane fa, 1settimana in Scozia con i nonni che, per quanto provino, ancora non hanno pieno controllo delle tecniche PDA né tantomeno del linguaggio.

La settimana scorsa, compleanno, festa, bambini.

Questa settimana, niente tutors, niente routine, TRE nuove attività, e certamente il nervosismo di noi genitori che, nelle giornate di no-tutor, abbiamo dovuto coprire mezza giornata a testa senza lavorare o 'lavorando da casa' - che in questi casi vuol dire non dare la dovuta attenzione né al lavoro né al bambino, insomma, un pasticcio.

Dopo il meltdown di Venerdì, io ho rivisto i miei programmi del weekend, che avrebbero incluso gite ad Oxford, e optato per un tranquillo weekend a casa.

Ieri film per tutta la mattina e, dopo pranzo, uscita di due ore al parco a correre/ andare con il monopattino sotto la pioggia.

Oggi, con un super sole, un altro parco, in teoria per fare bird watching, e nonostante due miei giganteschi errori la mattina prima di uscire, quando ho provato a convincerlo a non uscire in pigiama, e ho usato il 'suo' prosciutto nonostante le sue lamentele, le cose sono andate piuttosto bene:

- Siamo arrivati e ci siamo resi conto che non ci fossero poi molte più specie di uccellini che nel nostro giardino (delusione perché il bird watching era il motivo primario dell'uscita).

- Abbiamo trovato una sorpresa, una giostra. Io, non sapendo che ci sarebbe stata, e visto che qui in UK anche le caramelle si pagano con la carta, non avevo abbastanza contanti, quindi ha potuto fare solo due giri e poi siamo dovuti andare via. Il che (unito al chiasso della musica a volume inumano della giostra) ha generato un mini-meltdown.

- Il mini-meltdown è stato scongiurato quando sono riuscita a trascinarlo a 150 metri dalla giostra, dove il volume non era più assordante, e ho spiegato (per la 600esima volta) che io avrei tanto voluto che lui continuasse ad andare sulle giostre, ma che per farlo avremmo avuto bisogno di trovare prima un bancomat. Da lì, chissà come, si è calmato, siamo riusciti ad andare al café dove ha bevuto mezzo litro d'acqua in un sorso, e poi è diventato di ottimo umore, tanto che ha superato senza intoppi il momento in cui mi ha chiesto di poter andare sul trenino che fa il giro del parco, e io ho spiegato che non ci avrebbero fatto salire per via della mancanza di contanti. E mi ha detto 'mamma la prossima volta che usciamo però porta 1million pounds'. Pronti.

E stasera a cena ha anche voluto provare una pasta nuova con un condimento nuovo, di sua spontanea volontà!

Insomma, a guardare indietro attraverso le ultime 3 settimane, gli appunti che appenderò stasera nella lavagnetta di sughero della mia mente saranno:

- Ricordati ogni giorno di quante cose stiamo facendo con e per Roberto: i programmi, i rattoppi, il linguaggio, le tecniche, il non uscire con gli amici per non poter far fronte all'imprevedibilità delle cene con troppe persone in un posto che non è casa, le rinunce; ricordati che tutte queste cose ti stancano e ti provano, ed è normale essere una banshee, qualche sera.

Ricordati tutto questo e un pò datti una pacca sulla spalla ogni volta che arrivi alla fine della giornata con il sorriso. Perché è difficile, e tu lo stai facendo al meglio delle tue possibilità.

- Quando ti sembra che per Roberto non ci sarà un futuro normale, ricordati che dei bambini di 7 anni cambiano istintivamente le regole per lui. Ci saranno persone che lo aiuteranno, persone che gli spianeranno la strada. E più consapevolezza si creerà intorno al PDA e alle tecniche per gestirlo, meno irta sarà per lui la salita. Per questo, non smettere di diffondere il messaggio del PDA in Italia!

- Negli ultimi 20 mesi, Roberto ha fatto dei progressi INCREDIBILI. Questo vuol dire che le tecniche funzionano, che ci sono modi perché lui viva una vita più o meno 'normale', che tutte le paure che ci accerchiavano un anno e mezzo fa si sono dimezzate e possono ancora ridursi.

Ricordati i successi, la gestione degli imprevisti, il successone avuto a Dicembre quando ha partecipato ad un matrimonio di 200 persone ballando tutta la notte con bambini mai visti prima, l'incredibile flessibilità guadagnata in questi mesi, l'accresciuta capacità di gestire i sentimenti e spiegare agli altri come si sente, la velocità con cui adesso si riprende dai (pochissimi) meltdown; i successi con il laboratorio sensoriale, i cibi nuovi, le esperienze nuove, il fatto che adesso può partecipare ad una lezione con un personal trainer che non fa altro che dirgli cosa fare, che quasi ogni giorno esce vestito. Che ci laviamo quasi tutti i giorni, ogni tanto anche i capelli ;)

- Ricordati che la sera bastano 10 minuti con questo bambino per farti dimenticare la giornata in ufficio. Di come è gentile, generoso, divertente, di quanto vuole stare con te, per ancora qualche anno. Metti giù il telefono quando sei con lui, regalagli il tuo tempo perché essere davvero con lui e regalargli la tua attenzione, guardarlo, ascoltarlo, giocare con lui, fa forse gli stessi miracoli che usare le tecniche PDA.

Insomma, io stanotte vado a letto felice e soddisfatta (e con un sacco di post-it mentali).

E spero di aver dato, ancora una volta, a quelli di voi che non conoscono bene il PDA, un'idea piiiiicola piiiiiccola di cosa voglia dire convivere con questa sindrome, e a quelli di voi che invece ci convivono tutti i giorni, un pò di speranza in più.

Documentatevi, usate le tecniche, non mollate mai. I risultati arrivano, in molti casi prima di quanto vi aspettiate.

Buonanotte babes

Fra

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