La scuola giusta

Lo so, sono mancata per una vita. Perdonatemi!

Sono stati mesi intensi e difficili, pieni di notizie buone, meno buone, e di battaglie, di momenti personali un po’ neri e di successi professionali.

E la super notizia è: ABBIAMO VINTO CONTRO L’AUTORITÀ LOCALE!

Roberto andrà nella super scuola specialistica che abbiamo trovato per lui, e l’autorità locale dovrà pagare tutte le spese, compreso un pò delle tutor.

EVVVIVAAAAAAAAAAAAAA!

La battaglia è stata lunga, dura, non economica, e mai fino alla fine siamo stati sicuri di vincere.

Abbiamo dovuto raccogliere prove di come e perché la scuola nominata dalle autorità non andasse bene per Roberto (si si, proprio loro, quelli che volevano che io mandassi mio figlio 6enne a scuola in taxi, da solo, per oltre 20 minuti, ma se non ricordate bene potete leggere QUI), abbiamo dovuto sottoporre Roberto ad assessment privati di logopedia, psicologia comportamentale, terapia occupazionale, tanto noiosi quanto difficili per lui, e avvenuti solo perché fatti attraverso le tutor (Roberto ha completamente ignorato, nella maggior parte dei casi, la presenza degli specialisti, perché PDA RULEZ).

Abbiamo dovuto aspettare tanto tempo e passare un anno e mezzo di preparazione più una giornata in tribunale ad ascoltare l’autorità locale blaterare su come la scuola da loro designata fosse perfetta per Roberto nonostante le loro classi fossero il doppio di quelle consigliate dagli esperti per Roberto (max 6 studenti per classe consigliato, 14 la realtà di quella scuola), su come ‘al momento non avessero nessuno formato in PDA, ma avrebbero potuto mandare una delle maestre ad una conferenza per genitori a Settembre’, so come "è vero, ci sono stati dei problemi di comunicazioni nel passato, ma adesso siamo pronti a fare entrare le tutor a scuola anche se lo sconsigliamo"… e molto, molto di più.

Insomma, una giornata di scemenze.

Durante quel processo, è diventato ancora più chiaro non solo come quella scuola fosse totalmente incapace di venire incontro ai bisogni di Roberto, ma anche quanto e come non avessero compreso nemmeno la metà dei cambiamenti che avrebbero dovuto attuare per garantire che noi almeno li prendessimo in considerazione.

Durante quella giornata in tribunale, è stato chiaro, chiarissimo per me, che, se non avessimo vinto, avrei volentieri speso ogni mio risparmio in home schooling piuttosto che lasciare mio figlio nelle mani di questa gente.

Quel giorno, sono stata incredibilmente arrabbiata con il sistema scolastico Inglese, che condanna chi non ha i mezzi o la testardaggine per arrivare ad un processo a piegare la testa ed accettare scuole chiaramente sbagliate per i loro bambini, le persone a cui i genitori tengono di più al mondo.

Guardando il preside della ‘scuola sbagliata’ e la loro psicologa educazionale asserire che loro sarebbero DECISAMENTE stati un buon match per Roberto, e vedendo le loro difficoltà ed esitazione nel trovare una risposta sensata alle obiezioni del giudice, anche arrivando a mentire pur di non ammettere che no, quella scuola non sarebbe stata giusta per Roberto, mi è venuta voglia, più di una volta, di sferrare loro un pugno sul naso e mettere loro in mano quelle 30mila sterline per cui stavano battagliando.

Perché di questo stiamo parlando, di un preside, un insegnante, un padre di famiglia, che mente pur di avere nelle sue casse i soldi annuali destinati ad ogni alunno special needs in Inghilterra.

Non è triste?

NON SOLO! Ma all’uscita, proprio quell’uomo che aveva appena passato 6 ore della sua giornata a giurare che la sua scuola sarebbe stata perfetta per mio figlio, si è avvicinato al papà di Roberto e ha detto “senza rancore, io ho fatto la mia parte, ma se fosse mio figlio io farei esattamente quello che state facendo voi”.

Lascio a voi i commenti.

E in ogni caso, il fatto è che Roberto, quella scuola, non la vedrà mai nemmeno da lontano.

Il fatto è che Roberto andrà in una scuola meravigliosa, piena di campi per ogni sport, 2 palestre (una solo silenziosa), una cucina professionale con una vera chef per maestra, laboratori di falegnameria, musica, pittura, scultura, elettrica ed elettronica. Serra per il giardinaggio, biblioteca, una zona speciale per bambini come lui che non sono stati a scuola per tanto tempo, in cui si viene integrati nella classe in modo graduale, senza dover affrontare tutti gli studenti insieme.

Un/a tutor 121 che lavorerà con le nostre tutor private fino a che Roberto non si fiderà di lei/lui completamente, che inizierà il lavoro a casa, dove Roberto si sente sicuro, e piano piano lo porterà a scuola (sempre con le nostre tutor), anche solo per un’ora al giorno, anche non in taxi, anche in treno, o con qualunque mezzo di trasporto lui voglia usare.

Una scuola che comprende a pieno il PDA e che fa scambi internazionali con la Cina e con l’Africa, una scuola in cui, se non si sentirà pronto per il mondo ‘vero’, mio figlio potrà, se vorrà, anche fare il College attraverso un programma speciale (nelle parole del preside, “se i ragazzi vogliono, ma non riescono a, andare al College, noi portiamo il College ai ragazzi).

Un posto pieno di esperti in ogni ‘difficoltà’; logopedisti, terapisti occupazionali, comportamentisti, e chi più ne ha più ne metta, un posto che si vanta di avere come goal l’insegnare ai ragazzi con bisogno speciali come affrontare il mondo ed essere dei vincitori, come sfruttare le loro capacità e fare in modo che il mondo non abbia la meglio su di loro.

È una scuola meravigliosa. E questo successo è valso tutta la fatica, la rabbia, la determinazione, e si, anche tutti i soldi, dell’ultimo anno e mezzo.

SI inizia a Settembre, vi terrò informati!

Un abbraccio, con la promessa di scrivere più spesso (ho un sacco di infografiche che voglio farvi, tutte nella mia testolina, generate dalle vostre domande e commenti)

Fra

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