L'anno che verrà


Beh, ci siamo, è quasi il 2017!

Il mio augurio è che ognuno di voi possa spuntare una voce al giorno dalla lunga lista di desideri che vi portate dietro in questo nuovo anno.

Che poi i buoni propositi si possono fare sempre, ma al primo dell'anno è indubbiamente più facile mettersi a fare progetti per questo nuovo rotolo di carta bianca che si allunga davanti a noi, e che ancora non abbiamo colorato con i nostri no, se e ma.

Quindi, che progetti avete per l'anno nuovo?

Io ne ho tantissimi, la lista ufficiale recita:

- Dimagrire (che se una lista di buoni propositi non inizia così, che lista è??)

- Aiutare sempre più famiglie, terapisti e figure professionali che si scontrano ogni giorno con il PDA in Italia.

- Aiutare Roberto a fare più passi avanti, e gestirsi sempre meglio in questo mondo così difficile.

- Tornare più spesso in Italia, perché, al momento, è dove mi sento meglio.

- Prendermi più cura di me, perché nel 2016 non sono stata molto brava.

- Riorganizzare finanze e, forse, carriera.

- Diventare ricca.

- Scoprire la formula per mangiare solo profiteroles e non ingrassare mai.

Ma in questo momento, in questo momento vorrei non essere chiusa in casa, con mio figlio che non vuole uscire, e che non esce da 2 giorni.

Vorrei essere in grado di uscire e andare a fare la spesa.

Vorrei poter andare a prendere mia sorella e suo marito, che sono appena atterrati a Manchester, e stanno venendo qui per non lasciarmi sola questo Capodanno.

Oggi, vorrei trovare un modo di scappare da questa realtà.

Oggi è uno di quei giorni in cui mi pesa molto non avere nessuna libertà, non sentirmi padrona della mia vita, dovere adattare il mio modo di vivere, in tutto e per tutto, intorno ai bisogni di un altra persona.

Nonostante non ci sia nessuno che io ami di più al mondo.

Nonostante, negli ultimi due giorni, invece che guardare youtube 24 ore al giorno siamo riusciti a giocare per più della metà del tempo, complici anche i nuovi giochi natalizi da montare, e un super lego gigantesco regalato dal padrino di Roberto (che Dio glielo paghi!), che ci ha tenuto off-youtube per almeno 7 ore tra ieri e oggi.

E allora penso alle persone come mio figlio, persone che non riescono ad affrontare certe giornate se non davanti ad un computer o alla tv, persone per cui è meglio non avere niente per cena che dover affrontare il supermercato.

E penso a tutti i genitori, i familiari, gli amici di queste persone. Di questi bambini, di questi adolescenti, di questi adulti.

Alla fatica e all'impegno che ci sono nella programmazione di ogni giorno.

Alle rinunce a cene e feste (non che io sia una festaiola, ma magari voi si), specialmente in questo periodo dell'anno.

E volevo dirvi, I see you.

Vi vedo, vi capisco, e stasera - mentre mio figlio cenerà davanti a youtube e io, mia sorella e mio cognato, mangeremo una cena cucinata con qualunque cosa io troverò al supermercato, quando loro arriveranno e io potrò uscire - stasera io brinderò a noi.

A che abbiamo, nel 2017, la stessa forza e lo stesso (quasi, a giudicare da questo post piagnone) inesauribile ottimismo del 2016.

A che riusciamo a vedere, ogni giorno, che i piccoli risultati positivi di una giornata, come farsi il bagno e non guardare la tv 12 ore al giorno , vincano su quelli negativi, come non uscire da casa per 70 ore di fila.

A che, magari, alla fine dell'anno che sta arrivando, i piccoli risultati giornalieri siano sempre più grandi, e le rinunce sempre di meno.

E al fatto che, ammettiamolo, siamo proprio dei genitori/familiari/amici bravissimi.

Augurissimi, e all'anno prossimo!

Un bacio

Fra

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